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Ceramiche Kintsugi

ORIGINE DELLA CERAMICA GIAPPONESE

Dal periodo Jōmon alle ceramiche di Kyoto, breve storia dell’artigianato.

La produzione di ceramica, in Giappone, risale addirittura al neolitico, quando erano prodotti manufatti in terra cruda. Nel periodo Jōmon, invece, le ceramiche erano a forma di spirale ed erano impresse con motivi a corda. Fu verso la fine di questo periodo, tra il 4000 e il 3000 a.C., che i manufatti cominciarono a essere cotti con un fuoco all’aperto.

I primi forni anagama apparvero tra il III e il IV sec. d.C. ed erano caratterizzati da una galleria scavata nel pendio di una collina. Questi tipi di forni potevano produrre il grés perché arrivavano alla temperatura di mille gradi. In questo periodo furono anche importate dalla Corea le prime ruote da vasaio.

Tra i primi maestri della ceramica è da annoverare l’artigiano Kato Shirozaemon che, nel XIII sec., andò in Cina per imparare le tecniche della lavorazione. Tornato in Giappone, esso impiantò una fornace a Seto, nella prefettura di Aichi.

Con la diffusione sempre maggiore del rituale del tè, nel XVI sec., questa arte ebbe un momento di grande sviluppo: in tutto il paese nacquero laboratori artigianali. Uno dei più importanti, attivo ancora oggi, fu quello di Arita, nella prefettura di Saga, creato dal ceramista coreano Lee Sam Pyong nel 1598.

Ceramiche Kintsugi

Nello stesso momento, alcuni grandi maestri segnavano lo stile della cosiddetta Kyōyaki. Primo fra tutti il maestro Nomomura Ninsei (1574-1666), il cui nome è legato a una fitta produzione di ceramiche per il tè, tazze, contenitori per incenso e giare, oggetti raffinatissimi e molto colorati. Le caratteristiche di questo vasellame, che è prodotto ancora oggi, sono le coperte monocrome a tinte basse con riflessi metallici oppure a toni chiari (verde, grigio-perla, crema) dell’invetriatura segnata da una crettatura a disegno fitto e, in particolare, il sapiente uso dell’oro spruzzato secondo procedimenti propri delle lacche dorate.

Le ceramiche omuroyaki, furono create nel 1646 dal maestro Nonomura presso il tempio Ninna-ji di Kyoto, gli artigiani Ninshu portano avanti a tutt’oggi questa tradizione.

Durante il periodo Edo (1615-1868), le aree più produttive del paese furono quelle meridionali. In quel periodo dominavano grandi daimyo locali che introdussero attività manifatturiere e commerciali, sia come fonte di introito, sia per aumentare il proprio prestigio.

Artigiano Kintsugi
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