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Restauro Kintsugi Milano
Bonsai Con Passione

BONSAI CON PASSIONE

Da qualche tempo collaboriamo con la rinomata azienda Crespi Bonsai, dove i bonsai sono cresciuti e curati con tanta passione. Abbiamo anche creato insieme la clinica del vaso.

La clinica del vaso
Da qualche tempo collaboro con la rinomata azienda Crespi Bonsai, dove i bonsai sono allevati con passione e dedizione. Tutto è cominciato da quando ho fatto alcuni corsi per l’Università del Bonsai e, dato che è nata una grande simpatia con Susanna, figlia del fondatore, abbiamo pensato di creare anche una “clinica del vaso”, come appendice alla storica clinica del bonsai. Spesso succede che i vasi dei bonsai si rompano per la pressione delle radici oppure perché, soprattutto negli esemplari da esterno, il vento li fa cadere. In questo caso io intervengo con la tecnica del kintsugi per ridare vita ai vasi rotti. Non solo: con il maestro Nobu, abbiamo studiato una formula per far sì che le radici delle piante non siano a contatto con sostanze tossiche che potrebbero nuocere al bonsai.

Nei giorni prima di Natale mi sono recata nella sede storica, a Parabiago, per alcune consegne. Ogni volta mi faccio abbagliare dalla bellezza di questi piccoli mondi in miniatura ma se, da un lato, l’estetica di questi capolavori (nel museo è presente anche un ficus millenario) mi turba terribilmente, dall’altro mi sembra impossibile che un albero di così tanti anni possa sopravvivere in un vaso minuscolo.
Come al solito, con Susanna saltiamo da una parte all’altra del vivaio, per depositare i vasi, prenderne altri, con me che chiedo in continuazione a che specie appartengono i vari alberelli: mi intendo abbastanza di piante europee, ma la maggior parte delle essenze che si usano per i bonsai sono di origine asiatica. Susanna è sempre molto paziente e mi spiega tutto.

Il mio primo bonsai
Così è successo che, mentre uscivamo, passando dal vivaio al fabbricato dove ci sono il negozio e l’accoglienza, mi sono soffermata di nuovo a vedere i bonsai da esterno…turbata come sempre.
“Accidenti sono proprio belli. Io col giardino me la cavo, ma già con le piante in casa meno, immagino che accudire un bonsai sia anche peggio di una pianta di appartamento.”
“Accudire un bonsai è come avere un cane o un gatto,” mi ha risposto Susanna, “bisogna prendersene cura tutti i giorni.”
Stavo per uscire dal negozio quando vedo un sacchetto sul tavolo all’ingresso: dalla sommità della busta verde spuntava una cima di albero e c’era anche un grande fiocco rosso.
“Ecco, così puoi iniziare a sperimentare…” Mi ha detto Susanna. Mi sono venute le gambe molli.
“No non sarò mai capace! Tu sei matta! Lo farò morire in un mese!” ho detto guardandomi intorno spaventata, con la commessa che mi ripeteva: “Ora starete insieme per tutta la vita!”
E io che pensavo che non sapevano cosa stavano facendo, era come se stessero consegnando dieci piccoli ebrei in mano a Hitler.
Susanna ha iniziato a darmi le istruzioni per l’accudimento, dicendomi che per facilitarmi aveva messo una ghiaietta apposita, “Quando vedi che diventa chiara bagnalo…” e io che ero talmente emozionata e confusa che non capivo niente delle istruzioni.
Appena uscita ho chiamato mio marito: “Tu non hai idea che cosa è successo, mi hanno regalato un bonsai!” , emozionatissima.
“Ecco…” ha risposto scherzando, “non ci bastavano i cani e i gatti!”

La parola bonsai, tradotta, significa “albero coltivato in vaso”. Questa pratica è nata anticamente in Cina ed è stata importata in Giappone nel 1195 d.C., a quanto si può desumere dalla prima testimonianza trovata in una pergamena.
Il primo a importare i primi Bonsai in Italia fu Luigi Crespi, nel 1979. L’intenzione del signor Crespi era sia di diffondere la pratica per creare e accudire questi bellissimi alberi, sia di far conoscere la cultura orientale in generale. Luigi Crespi è stato anche insignito dell’Ambrogino d’oro nel 1991.
“La cura del bonsai non è solo arte è anche filosofia di vita, è pura passione, è un contatto diretto con la natura poiché il bonsai è un’opera d’arte vivente in continua trasformazione che permette di osservare da vicino il passare delle stagioni, ogni suo cambiamento dà emozione.” L.Crespi

Il museo Crespi è a pochi chilometri da Milano e offre la possibilità di vedere esemplari antichissimi. Al suo interno c’è anche una sezione dedicata ai contenitori per bonsai di epoca Qing, Tokugawa e Meij di eccezionale fattura, e anche di libri antichi.

https://www.crespibonsai.com/it/content/15-museo-crespi-bonsai

Per approfondire la storia e la filosofia del bonsai vi consigliamo di leggere questo articolo:

https://www.crespibonsai.com/it/blog/1_bonsai-storia-e-filosofia.html

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