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Restauro Kintsugi Milano
KINTSUGI E RESTAURO CONSERVATIVO

KINTSUGI UNA FORMA DI RESTAURO CONSERVATIVO

Kintsugi una forma di restauro conservativo, fra tutte la la più antica.

Nel nostro Paese, fino agli anni ’90 le tecniche di restauro su qualsiasi supporto (ligneo, affresco, tela …) seguivano i dettami del restauro integrativo. Integravano cioè le parti danneggiate o mancanti facendo un vero e proprio falso, camuffando il nuovo come se fosse vecchio. Solo dalla seconda metà degli anni ’90 anche da noi il restauro è interpretato col metodo conservativo. Da allora si tende a conservare solo la parte originale degli oggetti, lasciando in evidenza i punti danneggiati o mancanti.

In tal senso il kintsugi ha potuto finalmente prendere piede in Occidente, riuscendo a essere compreso meglio. Anche se purtroppo, a livello antiquariale, il restauro della ceramica è ancora inteso come integrativo: si tende cioè a “camuffare” il danno in modo che sembri che l’oggetto non abbia mai subito danni, che non abbia la sua storia.

 “Un diverso approccio al reale: in Giappone l’estetica rimane e muta, in Europa invece è granitica e deve essere per forza riportata alla originaria natura. Europa e Giappone si differenziano nelle preferenze estetiche, però, non vengono a patti su un punto, i cocci ricomposti mantengano il loro valore economico”. Luca Piatti, antiquario.

IL RESTAURO SECONDO CESARE BRANDI

Secondo Cesare Brandi, padre delle moderne tecniche di conservazione, il restauro deve seguire tre principi fondamentali:

“Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte, nella sua

consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro.

Si restaura solo la materia dell’opera d’arte.

Il restauro deve mirare al ristabilimento della unità potenziale dell’opera d’arte, purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo.”

Soprattutto, i restauri non devono impedire interventi futuri.

Per questo le tecniche di restauro giapponesi, kintsugi-gintsugi-urushitsugi, possono a tutti gli effetti essere considerate una forma di restauro conservativo ante litteram, perché trattate con lacche naturali e facilmente neutralizzabili con l’utilizzo di acqua bollente.

Approfondimenti:

https://www.librirarieantichi.it/la-tecnica-e-il-metodo-del-kintsugi-in-giappone/

https://www.librirarieantichi.it/kintsugi-o-kintsukuroi-il-restauro-della-ceramica-in-giappone/

https://www.librirarieantichi.it/prodotto/brandi-cesare-voce-sola/

 

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