L’Hanami, letteralmente “guardare i fiori”, in Giappone, è un rito collettivo per cui milioni di persone si spostano in tutto il paese per poter godere appieno della fioritura dei ciliegi.

Cha no yu
La cerimonia del tè in giapponese si definisce “Cha No Yu”, letteralmente “acqua calda per il tè”, ed è un rito spirituale indicato anche come chadō o sadō.
“Si definisce “cha no yu mono” l’esperto di utensili in grado di dirigere al meglio una seduta e di farsi strada nella vita in questo modo.
Si definisce “wabisukisha” colui che, in materia di cha no yu, possiede più di ogni altra cosa un’armoniosa combinazione di pura esperienza, tecnica e inventiva.
Si definisce “maestro del Tè” colui che non solo è un perfetto cha no yu mono e un wabisukisha, ma che inoltre è un buon collezionista di utensili cinesi antichi e segue la Via del Tè giorno e notte.”
“Morte di un maestro del Tè”, Yasushi Inoue.
La cerimonia del tè di Sen No Rikyū si basa su quattro principi fondamentali.
WA – Armonia. Questo principio comprende la relazione tra ospite e invitato, gli oggetti scelti, il cibo servito. Queste relazioni devono riflettere la caducità delle cose e della vita. Tutto deve essere coerente con la stagione in corso, secondo ritmo naturale delle cose. Il principio di armonia significa dunque essere esenti da ogni pretesa o estremismo, incamminati lungo la moderazione e la “Via di mezzo” propria degli antichi insegnamenti buddhisti.
KEI – Rispetto. La cerimonia del tè permette di comprendere la comunione dell’essenza di tutto ciò che ci circonda. Ogni persona ha la sua naturale dignità e deve essere trattata con rispetto.
SEI – Purezza. Spazzare la stanza del tè significa preoccuparsi di disporre uno spazio che accolga anche il “bello”. Questo gesto è anche una metafora nei confronti della nostra mente, dove i nostri vissuti devono quotidianamente essere “spazzati” dai vincoli mondani e dalle preoccupazioni. Mentre pulisce la stanza del tè, l’ospite riordina anche se stesso.
JAKU – Tranquillità. “Seduto lontano dal mondo, all’unisono con i ritmi della natura, liberato dai vincoli del mondo materiale e dalle comodità corporali, purificato e sensibile all’essenza sacra di tutto ciò che lo circonda, colui che prepara e beve il tè in contemplazione si avvicina ad uno stadio di sublime serenità.” Sōshistsu Sen.
Chashitsu
Chashitsu è la stanza del tè. Sen no Rikyu amava lo stile semplice e vedeva nella stanza il rifiuto assoluto dell’ostentazione. Essa doveva essere la dimora della creatività, quindi doveva essere vuota, priva di distrazioni e libera da tutto ciò che riportasse all’attaccamento della vita mondana. Al vuoto materiale doveva corrispondere il vuoto mentale.
« Il cuore della cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè;
disporre il carbone in modo che riscaldi l’acqua;
sistemare i fiori come fossero nel giardino;
in estate proporre il freddo;
in inverno il caldo;
fare tutto prima del tempo;
preparare per la pioggia e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione. »
Sen No Rikyū
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