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Restauro Kintsugi Milano

SCULTURA KINTSUGI

Pratico la tecnica del kintsugi da moltissimi anni, tanto che le crepe, ormai, mi sono entrate dentro. Non posso più guardare un oggetto rovinato, una strada devastata, un muretto rotto, senza intravederne la poesia. Tutti siamo piegati dalla storia, sfigurati dalle esperienze, l’unica cosa che possiamo fare è accettare quello che capita dicendoci che è tutta vita: soffrire ci rende più empatici e, se vogliamo, poetici.

Per questo, quando vedo un oggetto, non riesco a considerarlo solo materia, ma un traslato di ciò che sono. Così ho deciso di provare a trasmettere tutto il mio vissuto attraverso la forma d’arte che più mi si confà, la scultura kintsugi e non solo, anche con la scultura lavorata con le tecniche tradizionali giapponesi, cioè laccata con l’urushi e dipinta con il maki-e.    

KINTSUGI E FOTOGRAFIA

Da qualche anno sto sperimentando la tecnica del kintsugi su fotografia, in collaborazione con la fotografa Carola Guaineri. Il materiale principale che serve in questo tipo di restauro, cioè la lacca urushi, per polimerizzare ha bisogno di essere riposto in un’armadiatura detta MURO in una condizione calda e umida costante, mentre le carte su cui è stampata la fotografia (baritata e politenata), temono l’umidità. Per questo ci sono voluti ben tre anni di ricerca per arrivare ai primi risultati accettabili.

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